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Backstreets:
Hai sostenuto un certo
numero di cause nel corso di questi anni, ma pur tenendo in
considerazione la coscienza politica e sociale che gran parte del tuo
lavoro ha avuto, questa è la prima volta che ha un peso reale sulla
politica elettorale. Quindi la grande domanda è questa, perché adesso?
Bruce Springsteen:
Fondamentalmente,
queste saranno le più importanti elezioni della mia vita. Penso che il
Governo sia andato troppo lontano da quelli che sono i valori Americani.
Dopo l’11 settembre la pensavo come tutti gli altri– ho sostenuto la
decisione di andare in Afghanistan ed ho sentito una tremenda unità nel
paese come mai avevo sentito prima. Era un momento di grande tristezza
ma anche di grandissime possibilità. E penso che ciò sia stato sprecato
quando abbiamo deciso di buttarci a capofitto nella guerra in Iraq, che
non ho mai capito e della quale ho già parlato (on the road). Non ho mai
capito davvero come e perché siamo finiti li. Abbiamo offerto le vite
dei nostri giovani migliori in onore di cause che sono poi state
smentite. Ho vissuto questa cosa in prima persona quando ero giovane e
per chi come me ha vissuto direttamente il periodo della guerra in
Vietnam è stato proprio devastante.
Ed assieme a questo, il deficit del paese, la soppressione di servizi
come ad esempio il doposcuola per i ragazzi che ne hanno più bisogno, la
mancata riduzione delle tasse, la divisione della ricchezza che ha
minacciato i rapporti interpersonali creando sempre maggiori differenze
negli ultimi 20 anni. Queste sono cose, avvicinandosi le elezioni, che
non avrei potuto tacere per tener fede a ciò che ho scritto negli ultimi
trent’anni.
Non penso di aver mai visto niente di simile in vita mia. Penso che
certe libertà che abbiamo siano date per scontate– ho anche un po’
parlato di questo per strada e la gente comincia a farsi delle domande.
In passato mi sono lasciato coinvolgere da molte organizzazioni popolari
che in qualche modo esprimevano il mio punto di vista,e dove pensavo di
poter dare un piccolo aiuto. Penso di averlo fatto per circa 20 anni.
E
questa era una cosa che mi rendeva molto felice. Ho sempre creduto che
fosse bene per gli artisti rimanere lontani dai “giochi di potere”. per
mantenere una voce indipendente e questo è il modo in cui ho sempre
amato fare il mio lavoro. Ma la posta in palio questa volta è troppo
alta.
Mi sono sentito, dopo tutto quello che avevo scritto in merito, le cose
per le quali ci siamo battuti con la band in tutti questi anni, che era
una cosa troppo grande per rimanerne fuori.
Backstreets :
Molti grandi artisti,
unici artisti si ritroveranno assieme per questi concerti - -- R.E.M.,
Pearl Jam, Jurassic 5, Bonnie Raitt – così immagino che anche con
l’unità dell’obiettivo comune, ci saranno punti di vista differenti.
Quanto si noteranno queste differenze? Pensi che avremo punti di vista
differenti tra i vari artisti?
Bruce Springsteen:
Immagino di si – tanto diversi quanto diversi sono gli artisti
coinvolti. Penso che
ci
siamo tutti riuniti con un unico obiettivo iniziale ma al tempo stesso
il punto d’arrivo potrebbe essere differente per ognuno. A me John Kerry
piace moltissimo. Non penso che abbia tutte le risposte così come non
penso che le abbia John Edwards ma penso che abbiano esperienza,
esperienza di vita e penso che abbiano la sincerità di chiedere domande
difficili sull’America provando a cercare oneste risposte. Penso che lo
faranno. Invece non penso la stessa cosa di quelli che sono al potere
adesso. Penso che la fiducia sia andata persa e non si possa più tornare
indietro.
Backstreets :
Cosa pensi del
discorso di Kerry alla Convention Democratica?
Bruce Springsteen:
Penso che sia stato fantastico. Il migliore che abbia mai sentito.
Backstreets :
Ed il fatto che abbia
usato No Surrender per il suo ingresso, è qualcosa che ha chiarito in
anticipo il tuo punto di vista?
Bruce Springsteen
: No qualcuno mi ha detto che l’aveva sentita a diversi comizi qua e la
nel paese, è stata una cosa carina.
Backstreets:
In questi anni hai sempre prestato più attenzione ai problemi in sé
piuttosto che alle etichette o ai partiti – che siano il Democratico, il
Repubblicano, l’Indipendentista, il Riformista, i Verdi o qualunque
altro. Questa è sembrata essere una decisione molto coscienziosa, quindi
in questo momento le cose hanno raggiunto proprio un punto di
capovolgimento?
Springsteen:
Direi di sì. Mi spiego, io sono cresciuto in una casa Democratica.
L’unica discussione di politica che io ricordo in casa mia è stata
quando ero piccolo e un giorno tornai da scuola – penso che qualcuno a
scuola mi chiese di che partito fossimo, doveva essere stato in un
momento durante le elezioni, e io probabilmente avevo l’età di mio
figlio, 8 o 9 anni. Tornai a casa e dissi, “Mamma, cosa siamo noi?” e
lei rispose “Oh, noi siamo Democratici. Siamo Democratici perché stanno
con la gente che lavora”. E così è stato – quella è stata l’unica
discussione di politica tenuta in casa mia per circa 18 anni.
Così ho sempre
mantenuto idee progressiste o liberali. Io penso a quello quando mi
metto a scrivere – fondamentalmente ti formi a seconda del tuo ambiente,
su questo non c’è dubbio. Vivevo in una famiglia che si trovava in
difficoltà e che cercava continuamente di sbarcare il lunario. Mia madre
andava alla compagnia finanziaria, si faceva prestare dei soldi per
poter passare un buon Natale, quindi li restituiva per tutto l’anno fino
al Natale successivo, prendendone poi in prestito degli altri. Quindi so
come vanno le cose e questa volta non c’era davvero nessun modo per il
quale potessi evitare di prendere una posizione.
Backstreets:
Questo mi fa pensare a quelle critiche che sembrano sempre
accompagnarti: come può un milionario scrivere ancora riguardo le
preoccupazioni degli operai? Qualcosa di simile viene imputato anche a
Edwards: figlio di un operaio di cotonificio tuttavia è diventato un
avvocato milionario, come se una cosa negasse l’altra. Ma chiaramente
quelle esperienze formative condizionano il modo in cui poi vedrai il
mondo.
Springsteen:
Quel
“criticismo” c’è anche nella concezione tremendamente confusionaria di
come scrivono gli scrittori. Innanzitutto, sei mai stato a vedere la
casa di Mark Twain?
Backstreets:
No, non ci sono mai stato
Springsteen:
E’
molto carina [ride]. La stanza in cui scriveva è splendida.
Backstreets:
Non era una baracca verniciata di bianco con un mucchio di rane che
saltellavano tutt’intorno?
Springsteen:
No,
è davvero una magnifica casa Vittoriana. Quindi è stata fatta prima!
[ride]… Mi pare che critiche di questo tipo prendano di mira i musicisti
piuttosto che, per dire, i registi. Nessuno si lamenta che Martin
Scorsese non appartiene veramente alla Mafia. Viene sempre fuori – ormai
mi sono rassegnato al fatto che dovrò rispondere a questa domanda per il
resto della mia vita lavorativa. Ma è una confusa incomprensione del
modo in cui le cose vengono scritte.
Backstreets:
Ho sentito dire che ultimamente stai scrivendo tantissimo.
Springsteen:
La
gente lo dice continuamente. Mi auguro che fosse vero!
Backstreets:
Mi stavo chiedendo se dobbiamo aspettarci del nuovo materiale nel tour,
se hai scritto qualcosa apposta per questo.
Springsteen:
Ci
sto sempre provando… ma non ho nulla finché non ce l’ho, capisci? In
realtà, mi sono preso un bel po’ di tempo libero – Patti stava lavorando
al suo nuovo disco, e così ho passato del tempo con i ragazzi, e mi è
piaciuto osservare il suo lavoro. Scrivo sempre, cerco sempre di
proporre qualcosa, ma non ho niente finché non ce l’ho. Perciò non posso
predirti nulla.
Backstreets:
Una volta hai detto che “uno scrittore scrive per essere capito”. Ma ci
sono state così tante cattive interpretazioni delle tue canzoni nel
corso degli anni, le più evidenti “Born in the U.S.A.” e “American Skin
(41 Shots)”. Perlopiù hai lasciato parlare le tue canzoni, ma mi chiedo
se, in aggiunta ai cambiamenti che questi shows stanno cercando di
operare nel Paese, pensi che questo darà più chiarezza al tuo pubblico
in merito al significato e agli intenti dei tuoi scritti?
Springsteen:
No
so, è possibile. Fondamentalmente ho fiducia nelle canzoni. E mi arrendo
anche alla realtà secondo la quale una volta che le tue canzoni sono là
fuori, tu sei soltanto un’altra voce nella discussione. E’ così che
vanno le cose e va bene così. Penso che alcune delle mie canzoni siano
là fuori per essere discusse. Con “American Skin” è divertente, mi
imbatto in persone che credono ciecamente all’interpretazione del New
York Post di quel brano! Ma ho anche incontrato molte persone che hanno
completamente afferrato quello che stavo cercando di dire. E questo è il
modo in cui vanno le cose. Quando quelle canzoni vanno là fuori tu
aggiungi la tua voce al coro di persone che lottano per la loro
definizione e per quello che loro rappresentano. Io ho una possibilità,
perché sono ancora quello con la chitarra in mano.
Ma è possibile –
non è qualcosa a cui penso, ma può essere.
Backstreets:
In passato, quando hai sentito il bisogno di definire qualcosa con
maggiore chiarezza (mi riferisco a “Empty Sky” allo show di Atlantic
City nel 2003, quando hai reso molto chiaro che cosa tu intendessi con
“an eye for an eye”) che cosa ti passa per la testa quando decidi di
chiarire le cose in quel modo?
Springsteen:
Io non ho
alcuna inibizione a fermarmi e a dire a qualcuno che cosa davvero
intendo dire io. C’è un momento per farlo. E così, ehi, in quel momento
avevo il palco a disposizione (ride); e in genere quando mi
accorgo che c’è un fraintendimento che ricorre per più di qualche
serata, allora dico “Okay, ci sono alcuni…” Forse saranno 100, o
forse dieci. Forse solo due. Forse sento solo il tipo che sta facendo
rumore in quel momento. Ma, alla fine, è come se stessi parlando con te.
Parlo con te singolarmente. E allora non ho proprio nessuno problema a
fermarmi in un particolare momento per chiarire le mie intenzioni. E
ora, grazie al favoloso aiuto di Internet (ride), le mie intenzioni
fanno istantaneamente il giro del mondo e questo aiuta a chiare le cose
ancora più velocemente.
Backstreets:
ben lieti di essere d’aiuto!
Springsteen:
O pure a
confondere le cose ancora più velocemente, suppongo... Ma, quando si ha
un pubblico delle dimensioni del mio, quel pubblico è molto numeroso.
Quando ho parlato della guerra in Iraq nel corso dell’ultimo tour, prima
che la verità venisse a galla, c’era gente che applaudiva e c’era gente
che fischiava. E’ così che va. Ho cercato di mantenere i miei commenti
in circa due minuti al termine della serata, il che mi sembra essere un
buon equilibrio rispetto alle tre ore di show che avevamo passato a
suonare.
Io credo fermamente
che si presta un servizio nell’interesse del pubblico. Tuttavia, allo
stesso tempo, credo che le mie idee e le convinzioni per le quali la
band si è battuta nel corso degli anni costituiscono parte integrale
della nostra opera e noi abbiamo un dovere di rendere queste idee
il più chiare possibile. In determinati momenti abbiamo un dovere di
prendere posizione nel modo più chiaro possibile. Credo che ciò faccia
parte di quello che la gente cerca da noi e che ciò rappresenta una
parte di quanto abbiamo fornito a una porzione del nostro pubblico. E
penso che ogni sera suono davanti a un pubblico fatto da gente con gusti
diversi. C’è il pubblico per Tom Joad, c’è il pubblico per
“Dancing in the Dark”, ma, ehi, sono tutti lì insieme in quel
particolare momento. Ecco perché io guardo a tutto questo come ad una
parte di tutto il processo. E c’è anche un’altra cosa: questi sono i
tempi in cui lavoriamo. E credo che sia in questi tempi che si deve
prendere posizione.
Backstreets:
quando alcuni tuoi fans di orientamento conservatore sono andati in
collera per alcune affermazioni l’altra estate, come per la citazione
del libro di Al Franken, io penso che qualcuno abbia visto una
contraddizione con il tuo benvenuto ai fans di ogni idea politica.
Personalmente io ho inteso le tue parole come “chiunque è benvenuto qui,
ma questo non significa che io non dirò quello che penso o non vi
provocherò in qualche occasione”.
Springsteen:
esatto. Ed
è molto semplice. Non ho bisogno di gente che mi applauda per qualunque
cosa io faccia. Non vado su di un palco aspettandomi questo e noi
abbiamo fatto abbastanza per vedere entrambe la facce della medaglia. E
va bene così. Lo show è come un forum di idee. Questa è una delle cose
che cerchiamo di fornire nel corso della serata. E questa è una parte
delle cose che si ricevono quando si passa attraverso le porte [per
assistere allo spettacolo].
Backstreets:
tutto questo non dovrebbe risultare una sorpresa per chiunque ti abbia
seguito per un discreto lasso di tempo. Alcuni fans sembrano essere
rimasti sorpresi dall’apparizione sul tuo sito web del discorso di Al
Gore, oppure dagli scherzi sull’impeachment [del presidente] sul palco
nel corso degli show, ma a me sembra che la tua posizione politica e le
tue preoccupazioni [sulle questioni] sociali siano da lungo tempo
coerenti.
Springsteen:
certo,
sarei sorpreso se ci fossero fans di vecchia data che siano
rimasti sorpresi. Potrei capire qualcuno che quasi per caso viene allo
show a seconda di quello che sto facendo, o per una particolare canzone,
ma penso che, se uno ci ha seguito nel corso degli ultimi 30 anni, le
nostre posizioni su moltissime questioni sociali sono state coerenti e
franche.
Backstreets:
qualcuno può avere il paraocchi e scegliere di non vedere oppure sceglie
di prendere la “parte buona” e lasciare il resto.
Springsteen:
vero. Penso
che parte del rapporto tra un artista e il suo pubblico consista in
un’intensa identificazione. “Voi siete me, io sono voi”. Questa è una
parte consistente del rapporto. Ma penso anche che parte di quello che
noi facciamo è dire “d’accordo, noi siamo una cosa sola. Ma non siamo la
stessa cosa.”
Mi piacciono da pazzi
i film di John Wayne. Per tutta la mia vita vi ho trovato una grande
ispirazione ed anima. Ma non sono un fan della [idea] politica di
John Wayne. Ma amo John Wayne e amo i film che ha fatto. E’ così che va
qualche volta.
Backstreets:
Chi ti ispira non solo dal punto di vista artistico ma anche politico ?
Sembra che John Fogerty sara’ sul cartellone e le sue canzoni sembrano
essere una pietra di paragone in quel senso
Springsteen: Realmente, se ripenso a quando ero veramente
giovane, anche con gli steel mill, facevamo benefits locali e abbiamo
marciato su Washington nei tardi anni 60. La verità’ e’ che se sei della
mia generazione e sei cresciuto come parte della cultura alternativa
questo e’ parte della tua crescita. Puoi chiamarlo sia attivismo che
cittadinanza preoccupata, ma è una parte di quei tempi. E’ una cosa che
non ritrovo quando incontro gente che non ha avuto quelle esperienze
della mia generazione, non ne fanno parte, lo capisci? Per me e per
molti dei miei amici, quelle erano cose che hanno fatto parte del nostro
crescere quando le abbiamo fatte. E le persone che ammiravamo e
emulavamo, per me ovviamente tutto e’ iniziato con Dylan, avevano una
chiara voce politica . John era piu’ sottile, ma in modo favoloso
E di conseguenza ho preso il mio stimolo da quello, non
posso dirti esattamente perché ho iniziato a scrivere in quella
direzione. E’ divertente, Steve che e’ diventato uno degli autori piu’
politicizzati a quei tempi dichiarava: “Non so se queste cose si
combinano” (Ride) Questo e’ il classico Steve – quando parte PARTE!!!
Non c’e ritorno Questo e’ Steve
Ma quando ero giovane, sia per il mio background sia per
la musica che mi piaceva, ero interessato alla musica con consapevolezza
di classe degli Animals – queste erano cose che avevano un senso per me
e verso cui volevo indirizzare la mia musica. Questo e’ il modo a cui
sono arrivato a questo, Non ho mai avuto un educazione politica quando
ero giovane, come ho detto non sono cresciuto in una famiglia
politicizzata. La politica nella mia città era unicamente politica
locale di una piccola città, Così era e alla fine ci sono arrivato (a
queste convinzioni) attraverso alla musica popolare, Attraverso una
combinazione dell’epoca dalla musica popolare
Backstreets:
ho sempre avuto l’impressione che il tour di The River era importante,
per il vostro risveglio politico, sia per te che per Steve perché vi ha
permesso di uscire dagli States e vedere il nostro paese attraverso gli
occhi di altre persone
Springsteen So che per Steve quel tour e’ stato un
tremendo risveglio, forse piu’ per lui che per me, perché avevo già
iniziato scrivere su questi argomenti in Darkness e The River prima di
andare in Europa , ma so che per Steve e’ stato tremendo. Andammo
insieme a Berlino Est ed e’ stata una vera esperienza Berlino Est a quei
tempi. Era realmente evidente quello che ti faceva,. E inoltre se passi
un periodo di tempo in Europa hai un momento per uscire dagli Stati
Uniti e guardarli con occhio critico
Se ci fosse una singola cosa che vorrei dare ad ogni
studente di scuola superiore degli Stati Uniti sarebbe un viaggio di due
mesi in Europa durante i suoi anni formativi. E’ veramente difficile
crearsi una visione del mondo dall’interno dei nostri confini. E’ dura.
E’ dura perché noi siamo così estesi e l’egemonia della cultura
americana e’ così pesante che e’ difficile senza andarsene e realizzare
cosa si prova ad avere un altro stato a sole due ore di macchina o avere
un certo tipo di interdipendenza diversa dalla nostra. E’ solo un altro
punto di vista su come funziona il mondo, per cui se potessi dare una
cosa ad tutti i ragazzini, sarebbe questa, perché potrebbe ampliare
quello che ascoltiamo, il modo in cui ci percepiamo noi stessi, il tipo
dei leader che scegliamo. Cambierebbe immensamente la nazione
Ricorderò sempre quando andai in Sudamerica durante il
tour di Amnesty e mi ritrovai ad ascoltare della musica incredibile o
anche quando andai in Africa e vedere alcuni dei gruppi che hanno aperto
i nostri concerti in quel tour e realizzare che solamente un gruppetto
di persone sentirà la loro musica negli Stati Uniti. Contemporaneamente
una rock band di 6/7 persone del Central Jersey sta suonando nella Costa
d’Avorio e le persone che hanno a malapena sentito la nostra musica
diventano pazze. E noi parlavamo inglese, lo sai? L’apertura mentale che
abbiamo trovato al di fuori degli Stati Uniti contrasta molto con la
chiusura che abbiamo qui. E non e’ intenzionale e’ culturale e arriva
dalla mancanza di esposizione ad altro.
Backstreets:
Cosa ha aperto I tuoi occhi su queste cose inizialmete? Durante il tour
di The River parlavi del libro di Joe Klein Woody Guthrie: A Life.
Quel libro e’ stato importante per te?
Springsteen: E’ un grande libro, un libro veramente
potente. Stavo cercando di capire come altre persone creavano lavori che
parlavano di tutte queste cose – emozioni, e sociale e politico,e
quotidiano. Come altre persone l’hanno fatto? Come hanno bilanciato il
loro istinto creativo e i loro istinti politici ? Ero una persona
diversa, hey, ero un musicista pop di successo, e questo cambia le
carte in tavola in un certo modo, ma nello stesso tempo, è quello che
c’è nella ricerca attraverso il tuo paese di quello che veramente ami,
il paese in cui vorresti far crescere i tuoi figli Di conseguenza ho
studiato i miei predecessori nel mio percorso e ho solo messo insieme
qualcosa che sembrava giusto per noi e per me..
Backstreets: Uno degli
scopi dell’arte è di riavere indietro il nostro mondo e in questo
periodo c’è molta animosità e paura a questo proposito. Un sacco di
persone, tutti quelli del gruppo “sta zitto e canta” sembrano pensare
che sia solo quello che un artista debba fare. Ma considerando la
tradizione folk della quale fai parte, pensiamo a Woody Guthrie, “sta
zitto e canta” è un controsenso.
Springsteen: Prima di
tutto bisogna considerare che c’è una lunga tradizione di artisti
coinvolti nella vita sociale e politica della nostra nazione. Woody
Guthrie, Bob Dylan, James Brown, Curtis Mayfield, Public Enemy… la loro
musica non era solo gioiosa ed esilarante, ma era anche arrivata al
momento giusto. Era essenziale per me, cercare di capire alcuni degli
avvenimenti del giorno. Quando parlavano, sentivo me stesso parlare.
Sentivo una connessione. Quindi penso che se qualcuno sta dicendo a
qualcun altro di stare zitto, sta andando nella direzione sbagliata. No,
no, no, si presume che tu promuova la libertà di parola. Ti potrà
piacere, ti potrà non piacere. Sento un sacco di cose che non mi
piacciono, ma hey…hanno il diritto di dirle. (risata).
Inoltre, se ascolti la
radio e il livello delle discussioni che si sentono, non possiamo
mandare tutto all’aria è già successo! E’ tutto sbagliato! (risata) . Ma
questo non significa che adesso arrivano i musicisti e mettono tutto a
posto. Questo non succederà.
Backstreets: E’
incredibile come alcune reazioni siano state violente, come ciò che è
successo a Linda Rondstadt la settimana scorsa a Las Vegas.
Springsteen:
Tragicomico… (risata). La descrizione degli avvenimenti è stata
esilarante, sai? L’idea che la gente fosse così eccitata da lanciare
bicchieri, strappare i poster del concerto e devastare la lobby? al
punto che hanno addirittura dovuto scortarla fuori dall’albergo, è
preoccupante. O anche le Dixie Chicks, che sono state martellate senza
sosta. E’ una follia. Ma ora viviamo in un periodo di grandi divisioni,
i sentimenti delle persone su questi argomenti sono molto intensi e
tutti avranno forti reazioni verso quelli che si esporranno a favore di
una o dell’altra parte e in particolar modo se si tratta di qualcuno che
ti piace o del quale ammiri la musica. Penso che per un sacco di persone
renderà più duro parte del legame artista/pubblico. Ma quel legame è
un po’ più complicato di quanto sembri. E’ solo un po’ più complicato.
So cosa stai per dire: penso che stiamo aspettando i rulli di tamburo(la
chiamata)
Backstreets:
Considerando come sono divise le due cose, idealmente, qual è il tuo
scopo in questo tour e qual è il messaggio o il risultato che vuoi
ottenere?
Springsteen: La cosa
principale è che abbiamo un risultato veramente semplice in mente e cioè
cambiare l’amministrazione in novembre. Questo è il fulcro di tutto, è
uno scopo ben preciso. Allo stesso tempo, lavorando con MoveOne e
America Coming Together, stiamo provando a registrare i votanti, a
mobilitare la gente a votare, a provare a far uscire di casa le persone
per mobilitare i votanti progressisti. e coinvolgere le persone nel
processo democratico. Questi sono gli ideali ma lo scopo finale del tour
è molto chiaro: vogliamo provare a cambiare la direzione presa dal
nostro governo, aggiungere le nostre voci a quelle persone che stanno
provando a cambiare chi sta ai vertici. |