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Soldiers & Sailors Hall Pittsburgh 04.11.10 Bruce Springsteen solo acoustic
Joe Grushecky & the Houserockers
Joe Grushecky & the Houserockers con Bruce Springsteen
Soldiers & Sailors Hall Pittsburgh 05.11.10 Bruce Springsteen solo acoustic
Joe Grushecky & the Houserockers
Joe Grushecky & the Houserockers con Bruce Springsteen
Bruce Springsteen solo acoustic
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JOE GRUSCHECKY & BRUCE SPRINGSTEEN A farmi superare le considerazioni di un viaggio piuttosto lungo e impegnativo fino a Pittsburgh (circa quaranta ore complessive di viaggio tra scali e attese, in meno di quattro giorni) sono la fondata speranza di qualcosa di speciale da parte di Bruce Springsteen, ospite di Joe Gruschecky per celebrare i 15 anni dell'album American Babylon, disco prodotto da Springsteen medesimo nel 1995, unita alla prospettiva di ascoltare Bruce nella dimensione ridotta e raccolta di un piccolo teatro, quanto di più vicino si possa immaginare alle mitiche esibizioni del 1978. Joe Gruschecky ed i suoi Houserockers sono una bar band di American
Music, nota a tutti gli amanti del genere per l'energia e la generosità con cui si esibiscono nei club locali e, vista la
momentanea indisponibilità della sua storica E Street Band, sembrano
perfetti per fornire a Bruce Springsteen l' occasione di promuovere l'
imminente uscita di The Promise da un palcoscenico. La
Soldiers & Sailors Hall
è una costruzione vecchia di cent'anni,
dedicata ai Veterani civili e militari di tutte le guerre. All'interno
la sala del concerto è bella e decorata, molto raccolta. La disposizione
la fa sembrare anche più piccola della sua effettiva
capienza, 2300 posti. Non è neppure un vero e proprio teatro. E' la
sala riunioni e conferenze dei Veterani di Pittsburgh, messa a
disposizione per l'occasione. Sono seduta in ottima posizione, decima
fila sulla destra, il problema è che davanti sono tutti molto più alti
di me. Per fortuna, nessuno rimarrà seduto a lungo. Sullo sfondo del
palco di legno, tirato a lucido per l'occasione, campeggia il testo del
discorso di Lincoln a Gettysburg: "Sono diciassette lustri e due anni
che i nostri avi costruirono, su questo continente, una nuova nazione,
concepita nella Libertà, e votata al principio che tutti gli uomini sono
creati uguali". La collocazione e la circostanza contribuiscono a creare
un' atmosfera intima, da piccolo club. Bruce Springsteen, al termine
della serata, dirà che sente sempre una particolare connessione con
luoghi così suggestivi. Bruce sale veloce, imbraccia la chitarra e parte con tre brani
acustici di pura energia, grinta, elevata intensità, che ci lasciano
senza fiato: Good Man Hard to Find, dedicata alla città di Pittsburgh,
For You, dedicata al pubblico, This Hard Land, per i tempi difficili. Il nostro è evidentemente compiaciuto dal calore che lo circonda, ben
conscio delle emozioni che riesce a trasmettere, avvicina e allontana il
microfono per sottolineare ogni passaggio, per arrivare nel profondo con
ogni sfumatura della sua voce. Bruce infiamma e incita il pubblico, coinvolge Joe e la sua band in furiosi assolo di chitarra, condivide le strofe sui brani di Gruschecky e invita l'amico a fare altrettanto sui suoi, tratti in buona parte da Darkness. Atlantic City è di grande impatto emotivo e Save My Love ha più ritmo della versione in studio ed è una gradita sorpresa: "lo so che i miei fans vogliono sentire questa canzone" – .
Con Fire, Bruce cerca di coinvolgere Joe quale improbabile partner.
Molto efficaci gli scambi con Gruschecky e gli Houserockers, in
particolare per i brani da American Babylon. Never Be Enough è da brividi, e poi
Code, Homestead, Down The Road Apice, Pumpin' Iron, con cinque chitarre
ruggenti allineate. Murder è incendiaria e Bruce in grande controllo
vocale. Twist And Shout
Cinque novembre, secondo show.
Prima parte della giornata dedicata alla visita della città, nonostante
il freddo intenso.
Pittsburgh, alla confluenza di due fiumi, Monongahela e Ohio, è
attraversata da numerosi ponti, circondata dagli alberi che accendono il
Monte Washington dei colori dell'Indian Summer, sotto un cielo ampio e
cangiante. Si può visitare l'interessante museo di Andy Warhol, di
fronte ai grattacieli di downtown, si può scegliere di pranzare all'Hard Rock
Cafè in riva al fiume, o tra i numerosi ristoranti di cucina
etnica. Chiedendo informazioni, ci imbattiamo nella manager di Bellini's,
di origine Italiana, che ci invita nel suo rinomato ristorante.
Incontriamo anche un ingegnere del suono, chiamato per collaborare con i
tecnici di Gruschecky nell'occasione.
Un ultimo giro veloce nei negozi della Fifth Avenue, con l' immancabile Macy's che risplende
già degli addobbi Natalizi, ed è tempo di
rientrare per un'altra serata di rock&roll alla
Soldiers & Sailors Hall.
Ci sono diversi cambi in scaletta, Bruce appare meno rilassato della
sera precedente, forse perchè la scelta di brani più rari e
impegnativi richiede maggior concentrazione e più impegno. Nonostante i
tentativi di contenimento da parte dello staff, il pubblico è già tutto sotto il palco per
Atlantic City, accompagna in coro la
canzone.
La chiusura è ancora di Springsteen, solo acustico. Thunder Road,
dedicata all'amico che lo ha ospitato, è accompagnata in coro da tutto
il pubblico stretto intorno al palco. Sono stati, a tutti gli effetti, due veri e propri concerti di Bruce Springsteen senza la E Street Band. Bruce è apparso in gran forma, è rimasto praticamente sul palco per tutta la durata delle due serate, felice di ritrovarsi nuovamente in mezzo al suo pubblico. Sembra pronto per il tour… non vediamo l'ora! Dopo il secondo concerto, aspettiamo Bruce all'uscita, nel gelo della notte di Pittsburgh. Durante la giornata, tra vento, sole e nuvole, sono caduti anche dei fiocchi di neve. Non nutriamo molte speranze, il clima è inclemente, siamo tanti e, per giunta, la sera prima alcuni fan sono stati un po' troppo invadenti. Dalle finestre illuminate al primo piano, a tratti s'intravvedono Bruce e Joe che ricevono ospiti, stringono mani, salutano: viene in mente Napoli 1997, Bruce che si affaccia e suona Thunder Road… Dopo oltre un'ora di gelida attesa nel freddo veramente scoraggiante, arriva Kevin per caricare gli strumenti. Spesso Kevin è un po' il barometro della situazione, basta guardare la sua faccia per capire che aria tira. La sua espressione divertita, mentre scende dall'auto, sembra una promessa. Vediamo Joe e Bruce infilare i cappotti. Si fermano ancora sulle scale e nell'atrio a salutare altri invitati, passa un altro quarto d'ora e noi fuori in attesa siamo ormai irrigiditi dal freddo. Finalmente l'auto si porta davanti all' entrata, Bruce esce con calma. Qualcuno applaude, qualcuno lo chiama e lui, senza fretta apparente, comincia a venire lentamente verso di noi, che siamo ancora numerosi. Mentre avanza comincia ad indicarci uno ad uno, apre il pennarello e inizia a firmare, a stringere mani, a lasciarsi fotografare, sorridente, paziente. E' veramente molto disponibile, felice di intrattenersi con i fan, nonostante una certa pressione e qualche intemperanza da parte dei più intraprendenti. Continua a salutare con la mano anche mentre si allontana in auto. Al solito, non ho niente con me da fargli firmare, nella fretta ho scordato anche la macchina fotografica. Resto lì a godermi la scena con aria trasognata, il freddo è svanito.
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