
23.01.1950 Flemington
17.04.2008 New York City
I wished I could have known
I wished I could have called you
Just to say goodbye, Danny

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Goodbye Danny
Elogio funebre di Bruce
Springsteen
Red Bank 21.04.08
Traduzione di Marco
Campagnoli
Lasciate che cominci con le
storie.
Indietro ai giorni dei miracoli, dei giorni di frontiera quando Mad Dog
Lopez e il suo umore irascibile entrò nella band, colpendo gestori di
piccoli locali, civili innocenti e tutte le donne, i bambini e i piccoli
animali.
Indietro ai giorni in cui potevi ancora graffitare via la tua vita nella
capote di una macchina parcheggiata a New York City.
Indietro immediatamente dopo che un giovane fisarmonicista rosso di
capelli sparse oro nella Ted Mack Amateur Hour e lui e sua madre furono
mandati in Svizzera a far loro vedere come si fa.
Indietro a prima che i vagabondi di spiaggia apparissero sulla copertina
di Time Magazine.
Sto parlando di quando la E Street Band era un’organizzazione comunista!
Il mio compagno, il quieto, timido Dan Federici, era un creatore unico
di alcune delle più capellute circostanze dei nostri 40 anni di
carriera…E non era cosa facile. C’era mad Dog Lopez con cui competere…
Danny lo superò in durata.
Forse fu il tumulto di polizia a Middletown, NJ. Uno spettacolo che
stavamo facendo per tirar su soldi per la cauzione per Mad Dog Lopez che
era in prigione a Richmond, Virginia, per aver avuto un alterco con
alcuni ufficiali di polizia che avevamo aggravato per aver suonato
troppo a lungo. Danny a quanto sembra aveva fatto cadere la nostra
enorme fila di amplificatori Marshall su alcuni dei migliori personaggi
di Middletown che erano scappati dalle prime file del palco perché
avevamo infranto la legge per aver….suonato troppo.
Mentre stavo lì a guardare, alcuni ufficiali di polizia saltarono fuori
da sotto i buchi del suggeritore e corsero a cercare assistenza medica.
Un altro simpatico giovane ufficiale stava davanti a me sul palco
agitando il suo manganello, colpendomi e insultandomi pesantemente.
Guardai in su verso Danny e lo vidi mentre si strattonava per un braccio
con un poliziotto ciccione mentre Flo Federici, la sua prima moglie, lo
tirava per l’altro braccio, cercando di aiutare il marito a resistere
all’arresto. Un ragazzo saltò sul palco e distrasse per un momento il
poliziotto bisteccone con insulti di vario genere. Finalmente subito
dopo, ‘Phantom’ Dan Federici scivolò dentro la folla e sparì.
Fu emanato un mandato di cattura per il suo arresto, ma un mese dopo la
sua fuga non era ancora stato consegnato alla giustizia. Lo nascondemmo
in vari posti ma poi si presentò un problema. Avevamo uno spettacolo
fissato al Monmouth College. Ci servivano i soldi e dovevamo rispettare
l’impegno. Cercammo di sostituirlo ma non funzionò. Così Danny, con
grande nostra ammirazione, si fece avanti e disse che avrebbe rischiato
la libertà e avrebbe suonato.
La sera dello spettacolo. 2000 fans strepitanti nella palestra del
Monmouth College. Avevamo fatto in modo che Danny non sarebbe comparso
sul palco se non appena prima di cominciare a suonare. Pensavamo che i
poliziotti non sarebbero stati così vicino al palco durante lo
spettacolo e rischiato un altro tumulto.
Lasciate che vi mostri la scena. Danny è nascosto, rannicchiato nel
retro di una macchina parcheggiata nel piazzale. Cinque minuti prima
delle otto, ora prevista dell’inizio dello spettacolo, vado a prenderlo
per portarlo dentro. Busso al finestrino.
“Danny, forza, è ora.”
Sento rispondere, “Non ci vengo.”
Io: ”Che significa che non ci vieni?”
Danny: ”I poliziotti sono sul tetto della palestra. Li ho visti e e
verranno ad ammanettarmi appena uscirò da quest’auto.”
Quando apro la porta, mi rendo conto che Danny si è fumato qualche cosa
ed è diventato piuttosto paranoico. Gli dico, “Dan, non ci sono
poliziotti sul tetto.”
Mi dice, “Si , li ho visti, ti dico. Non vengo dentro.”
Così usai una procedura che mi è servita spesso durante i quarant’anni
passati con i miei vecchi amici della band. Li minacciavo…..e li
adulavo. Alla fine, lo convinsi a uscire. Passammo veloci attraverso il
parcheggio fino nella palestra per un entusiasmante concerto durante il
quale ridemmo come ladri dopo il più bel trucco per raggirare i
poliziotti locali.
Alla fine della serata, durante l’ultima canzone, portai tutta la gente
delle prime file fin sopra il palco e Danny scivolò in mezzo a loro per
poi uscire dalla porta principale. Ancora una volta, ‘Phantom’ Dan aveva
fatto la sua uscita. (Conservo ancora la carta di circostanza che ci
mandò in seguito il vecchio capo della Polizia di Middletown augurandoci
ogni bene. Le nostre storie si intrecciavano sempre.) E quello, amici
miei, era solo l’inizio.
Ci fu la volta che Danny lasciò la band durante un brutto periodo da Max
a Kansas City, spiegandomi che se ne andava per mettersi a riparare
televisori. Gli chiesi di pensarci su e di ritornare più tardi.
O Danny, nella macchina a noleggio della band, saltando sopra diverse
macchine parcheggiate dopo una notte di follia e divertimento, sfondando
i parabrezza con la sua testa ma salvato dal farsi male seriamente dal
suo grande e pesante cappello da cowboy comprato in Texas nell’ultimo
tour a Ovest.
O Danny, che lascia una grossa pianta di marijuana sul sedile davanti
della sua auto parcheggiata in una zona rimozione. La macchina viene
rimossa immediatamente. Mi dice, “Bruce, penso di andare giù e
raccontare che mi è stata rubata.” Io gli rispondo,” Non sono sicuro sia
una buona idea.”
Andò giù lo stesso e finì dritto in cella senza nemmeno fiatare.
O Danny, l’unico membro della E Street Band ad essere fisicamente
buttato fuori dallo Stone Pony. Considerati tutti i soldi che facemmo
loro fare, non era certo una cosa facile.
O Danny, che riceve e sopravvive ad una ‘aggressione ammonitrice’ da
parte di un infuriato ma trattenuto Big Man Clarence Clemons quando
vivevano insieme e Danny era riuscito alla fine a portarlo oltre il
limite di pazienza consentito.
O Danny che mi aiuta ad estrarre il mio piede dal suo amplificatore dopo
essere stato l’unico membro della band con cui abbia avuto una lite
violenta.
E nonostante tutto questo, Danny ha suonato il suo bellissimo e
struggente Organo B3 per me e il nostro amore è cresciuto. E continuato
a crescere. La vita è divertente in questo modo. Era il mio ragazzo
preferito, e grandioso, e bisogna riflettere su questo…..Ed era molto
più tollerante con i miei sbagli di quanto io ero con i suoi.
Quando Danny non stava combinando casini, era un ragazzo dolce,
talentuoso, modesto, senza pretese e di buon cuore, che semplicemente
aveva una incontrollata abilità di rendere buone e fortunate le cose che
in generale dovrebbero andare storte.
Ma accanto a tutto questo, aveva anche una montagna di cose buone. Aveva
il cuore e l’animo di un ingegnere. Aveva imparato a volare. Era sempre
sull’onda della migliore e più recente tecnologia e te la spiegava
pazientemente e nei minimi dettagli. Lui stava sempre mettendo su
qualcosa, nella sua macchina, nello stereo, nel suo B3. Quando Patti si
unì alla band, fu il più accogliente, premuroso e simpatico amico della
prima donna che entrava nel ‘club dei maschietti’.
Amava i suoi figli, si vantava di Jason, Harley e Madison, e amava sua
moglie Maya per le nuove cose che lei aveva portato nella sua vita.
E poi c’era la sua capacità artistica. Era il musicista più intuitivo
che abbia mai visto. Il suo stile era fluido e rapido, calato nello
spazio che gli altri musicisti della E Street Band lasciavano. Non era
un musicista che si impone, era un musicista complementare. Un vero
accompagnatore. Ha semplicemente fornito la colla che tiene insieme il
suono della band. Nel fare questo, è riuscito a creare per sé uno stile
personalissimo. Quando ascolti Dan Federici, non ascolti un tappeto di
suoni, ascolti un riff, confezionato con energia, che vola sopra tutto e
tutti per un istante e poi torna indietro nella traccia. “Phantom” Dan
Federici, ora lo senti, ora non lo senti.
Fuori dal palcoscenico, Danny non poteva recitare un testo o una
progressione di accordi per qualche mia canzone. Sul palco, le sue
orecchie si aprivano, Ascoltava, sentiva, suonava, trovava il posto
giusto e perfetto per un accordo o per un insieme di note. Questo stile
creò un incredibile feeling di spontaneità nel nostro suonare insieme.
In studio, se volevamo liberare la traccia che stavamo registrando,
mettevo Danny a suonare e NON gli dicevo cosa fare. Lo lasciavo libero
di fare. Portava con sé il suono di un carnevale, il divertimento, le
passeggiate sul mare, la spiaggia, la geografia della tua giovinezza e
il cuore e l’anima del posto dove la E Street Band nacque.
Poi siamo cresciuti. Molto lentamente. Restammo insieme attraverso un
sacco di prove e difficoltà. La risposta di Danny ad un errore sul
palco, a un brutto momento o un evento catastrofico era di solito una
‘spalluccia’ e un sorriso. Una specie di “ Sono solo un uomo in un mare
in tempesta, ma sono ancora a galla. E siamo ancora tutti qui.”
Ho visto Danny combattere e conquistare alcune difficili battaglie. L’ho
visto lottare per tenere la sua vita insieme e negli ultimi dieci anni,
e quando la band si è riunita, fiorire rigoglioso al suo posto vicino a
quel grande B3, pieno di vita e sì, una nuova maturità, passione per il
suo lavoro, per la sua famiglia e la sua casa nella fratellanza della
nostra band.
Alla fine, l’ho visto combattere il suo cancro senza lamentarsi e con
grande coraggio e spirito. Quando gli chiesi come gli sembravano le
cose, mi disse solo, ”Che cosa pensi di fare tu? Io sto guardando a
domani.” Danny, il lato positivo del fatalista. Non si è mai arreso fino
alla fine.
Qualche settimana fa siamo tornati insieme sul palco a Indianapolis per
quella che sarebbe stata l’ultima volta. Prima di cominciare gli chiesi
cosa avrebbe voluto suonare e lui mi disse,”Sandy”. Voleva mettersi a
tracolla la fisarmonica e rivisitare lo scenario della nostra
giovinezza, nelle notti d’estate quando camminavamo lungo la spiaggia
con tutto il tempo del mondo per noi.
E allora che importa se andavamo a sbattere contro tre macchine
parcheggiate, è una notte bellissima! Cosa importa se eravamo ricercati
da tutta la polizia di Middletown, andiamo a farci una nuotata! Voleva
suonare ancora una volta la canzone che parla della fine di qualcosa di
meraviglioso e dell’inizio di qualcosa di nuovo e sconosciuto.
E allora torniamo indietro a quei giorni miracolosi. Pete Townshend
disse, “ Una band di rock’nroll è una cosa pazza. Incontri della gente
quando sei un ragazzo e, a differenza di qualsiasi altra occupazione in
questo mondo, resti legato a loro per tutta la tua vita, non importa chi
siano o quali pazzie loro facciano.
Se non avessimo suonato insieme, la E Street Band a questo punto non si
sarebbe mai conosciuta. Non saremmo in questa stanza insieme. Invece
siamo qui…..e suoniamo insieme. E ogni notte alle 20, saliamo sul palco
insieme e questo, amici miei, è un posto dove accadono miracoli….vecchi
e nuovi miracoli. E le persone con cui ti trovi, in presenza di
miracoli, non te le scordi più. La vita non ti separa più. Il tempo non
ti separa. Le ostilità non ti separano. La morte non ti separa. Quelli
con cui sei insieme che creano miracoli PER te, come Danny ha fatto per
me ogni notte, ti senti onorato di starci insieme.
Naturalmente noi siamo cresciuti e sappiamo che “è solo rock’n’roll”….ma
non è vero. Dopo una vita passata a guardare un uomo che compie miracoli
per te, notte dopo notte, si sente una enorme quantità di amore.
Coì oggi, mentre compie un’altra delle sue misteriose uscite, diciamo
addio a Danny, “Phantom” Dan Federici. Il Padre, il marito, il mio
fratello, il mio amico, il mio mistero, la mia spina, la mia rosa, il
mio tastierista, il mio uomo dei miracoli e membro a vita nel grande
impegno di fare rock in casa (house rockin’), far gocciolare i pantaloni
(pants droppin’), sbalordire il mondo (earth shockin’), far agitare gli
stivali, (booty shakin’), fare l’amore (love makin’), far spezzare il
cuore (heart breakin’), far piangere l’anima (soul cryin’)…..e sì,
sconfiggere la morte (death defyin’) della leggendaria E Street Band. |