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11.07.09
12.07.09
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Bruce e la band conquistano Dublino Seconda puntata del reportage dal Working on a Dream Tour. The Boss e i suoi alla RDS Arena per un doppio appuntamento col rock'n’roll. E intanto, il countdown agli show italiani si fa sempre più scottante… Si dice che quando il chitarrista Little Steven ha fatto il suo ingresso sul palco di Tampere in Finlandia, vedendo la bandiera italiana in prima linea, si sia fermato per un attimo, alzando le mani in segno di rassegnazione, come per dire: “Ma che ci fate qui?? Ma anche qui!??”. Qualche settimana dopo, siamo a Dublino per una doppia serata del Working on a Dream Tour e la transenna davanti al Boss è – come spesso accade – prevalentemente italiana.
Pare che sulla scala della follia europea springsteeniana siano soprattutto spagnoli e italiani a contendersi il primato. Una gara da stabilire al photoflash. Anche se, a volte, c’è una sottile linea che separa passione e follia. In fila per Dublino notiamo questo ragazzo norvegese, novantesimo per ordine di entrata: deve averci pensato bene (forse fin troppo), per decidere di rinunciare al primo concerto, in modo da rimanere fuori dallo stadio e garantirsi il ‘numero uno’ nella seconda serata, arrivando al posto più ambito dello show: la piattaforma davanti al Boss, quella in cui lui ti permette non solo di farsi strapazzare, ma anche di suonargli la chitarra… passione e follia… va a capirci!!
A Dublino, venti ore prima dell’apertura
dei cancelli ci sono già trecento persone in fila. E potete contarci che
tutti quanti rimarranno al loro posto anche il giorno dopo, in occasione
del secondo concerto. Tutti vi diranno che uno show di Bruce Springsteen
non è mai uguale a quello seguente. Anche la E-Street Band vi confermerà
che il suo leader ha un unico obiettivo: “Quello di mettere su il
migliore show, serata dopo serata”. Sul palcoscenico – sotto una pioggia
inarrestabile – si assiste alla storia di una lunghissima amicizia.
Dietro la Band scorrono le foto di quando erano ancora dei ragazzi
all’inseguimento di una passione, quella del rock. Ed eccoli dal vivo
trent’anni dopo, una cosa è certa: la vecchiaia non ha scalfito il loro
amore per suonare dal vivo. Tutti quanti vanno al massimo delle loro
potenzialità e in prima linea, c’è questo ragazzino intrappolato nel
corpo di un cinquantanovenne, che non smette mai per un attimo di
correre in tutte le direzioni, finché perfino colui che sta in ultima
fila riesca a sentire un brivido d’emozione.
Il palco è inzuppato d’acqua piovana e all’ennesimo salto il Boss scivola, suscitando qualche preoccupazione tra la band. Passa qualche secondo e lo vediamo rialzarsi senza un graffio: “È la seconda volta che mi capita quest’anno!” – esclama ridendo. La sera dopo, tutti quanti in transenna a fargli cenno di stare attento con quei salti… ma la verità è che nessuno può fermarlo. Quello è Bruce Springsteen e la sua missione di contagiare il mondo a colpi di rock'n’roll è tutt’altro che impossibile.
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Versione originale pubblicata su
Alphabet City
Last Revised: 17.07.09