Breve storia di un ragazzo innamorato

di Dario Migliorini.

Quel giorno di trentaquattro anni fa, un ragazzino di quindici aveva il respiro affannoso, quella stretta alla bocca dello stomaco che ti viene quando ti innamori per la prima volta. Non c’era Youtube e, se conoscevi qualcosa di Bruce Springsteen, grosso modo era perché ti eri comprato un suo disco. I suoi pezzi recenti erano stati nell’olimpo delle hit parade, ma le sue canzoni più vecchie erano cose da intenditori.

Ai tempi il ragazzino aveva già divorato Born In The USA, una folgorazione. Poi aveva comprato The River, che più o meno gli aveva mandato questo messaggio: “Ehi pischello, guarda che, oltre alle cosette che hai ascoltato finora nella tua piccola e insignificante vita, c’è molto, ma molto di più”.

Il suo cuore era già trafitto, ma il suo portafogli era vuoto. Era il primo di quattro figli e, per quanto i suoi genitori avessero un lavoro, in quella casa non avevano mai pascolato vacche grasse. Aveva letto che Bruce aveva già pubblicato cinque album prima, oltre a quelli che già possedeva, e si chiedeva ansiosamente come avrebbe potuto acquistarli in tempi brevi, senza dover aspettare i Natali o i compleanni successivi.

Il destino gli venne incontro. Bruce aveva deciso di pubblicare il suo primo live, uno splendido cofanetto di 40 canzoni, molte delle quali lui manco conosceva. In cambio di qualche buon voto a scuola convinse mamma e papà a comprarglielo.

Quando arrivò, ammirò quell’immagine. Che uomo! Voleva diventare come lui. Poi lo scartò e curiosò nel libretto interno. Quante belle foto! E quei testi? Chissà cosa raccontavano… Ah, ma non c’era tempo da perdere. Con impazienza inserì la prima musicassetta nello stereo. Silenzio. Poi qualche timido applauso, sembrava un concerto per pochi intimi.

Poi quella voce. È rimasto un emerito sconosciuto, quel tizio. Eppure in quanti nel mondo, quel giorno e tante volte dopo, lo hanno sentito dire: Ladies and gentlemen, Bruce Springsteen and The E Street Band? Partì il pianoforte, poi l’armonica. Una melodia eterna. Un volo. Come quello della veste di Mary sotto la veranda. Quello fu uno dei momenti fondamentali della vita di quel ragazzino. Della mia vita.

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