The Garden of Eden – Night Two

di Andrea Boido

The River Night

Miglior concerto di sempre. Ok, è un’opinione e come tale personale. E in fondo vale solo per i concerti che ho visto. Però questo show è talmente in cima alla mia personale classifica che, come si suol dire, il secondo è arrivato terzo. Faccio anche fatica a immaginare che possa esistere qualcosa di meglio di questa serata. Ve lo scrive uno che non mette The River nella sua sacra triade di dischi di Springsteen preferiti.

E’ stata una serata perfetta che ha lasciato davvero senza parole. Parole che mi mancano anche al momento. Sono tornato da New York, ho aperto la posta, ho letto tutti i messaggi da bruce_it e ho trovato un unico reportage. Eppure di mailer presenti ce n’erano parecchi. La cosa non mi ha minimamente sorpreso. Non sapevamo come parlare di questo concerto là fuori, appena terminato e non sappiamo come farlo ora. Posso solo dirvi quanto già detto all’inizio: ci sentivamo in pace, felici, esausti. Il modo in cui ti senti quando i grandi sogni si realizzano. Insegui per una vita il concerto perfetto e ti convinci che non esista e che va bene così, perché il bello è nella ricerca. Poi un giorno il concerto perfetto ti colpisce in piena faccia e tu rimani lì, con lo sguardo illuminato, un’espressione tra il commosso e l’ebete ed una pagina bianca in cui dovresti raccontare cosa è successo, ma non hai una singola buona parola per farlo.

Tutto ciò che posso fare, perciò, è lasciarvi con una serie di immagini di queste due serate. Solo cose che ricordo. Non sono un racconto, ma mettendole tutte assieme forse sapranno darvi un’idea di quello che è stato:

Bruce che si inginocchia sul finale di Fade Away. Bruce che allontana sempre di più il microfono dalle labbra fino a che senti l’ultimo “I don’t wanna fade away” urlato direttamente dalla sua voce, senza amplificazione, nel quasi silenzio dei 20.000 del Garden.

Il rumore di 20.000 mascelle che cadono all’unisono quando entra la sezione d’archi in NYC Serenade.

Bruce che canta Crush on You e sembra chiedersi “ho davvero scritto questa cosa?”. Lo sconvolgente, inenarrabile, selvaggio e primordiale muro di suono prodotto dalla E Street Band su Crush on You.

L’improvvisa certezza che la convenzione di Ginevra debba dire qualcosa a proposito di un concerto che inizia con Thundercrack e finisce con Higher and Higher.

L’intero settore 338 che, tutto in piedi, canta la più commovente Sandy che abbia mai ascoltato. L’intero settore 338 che zittisce con inaudita violenza due donne che interpretano NYC Serenade come un buon momento per parlare delle caratteristiche dei rispettivi cellulari.

L’intero Garden che alla fine di Wreck on the Highway si alza in piedi per tributare un ammirato e infinito applauso al capolavoro lungo venti canzoni cui hanno appena assistito.

Bruce che la seconda sera su Higher and Higher trascina con se i coristi fino al palchetto centrale dietro al pit. Le fan che con un golpe danzante si appropriano di suddetto palco su Dancing in the Dark.

Bruce che dice “so, here we go, this is The wild… the innocent… and the E street shuffle”.

Il ruggito incontenibile del Garden alla fine di NYC Serenade e Bruce che lo accoglie quasi spaventato.

Angela Del Rosso che solo all’uscita della seconda serata scopre che io e la mia fidanzata eravamo presenti, ci abbraccia forte e dice “ragazzi, come sono felice che ci foste anche voi”. E noi la guardiamo negli occhi e capiamo che lo dice dal più profondo del suo cuore.

Il Garden che “canta” l’inizio strumentale di The Price You Pay, neanche fossimo a Milano.

Bruce che canticchia la melodia di Sweet Soul Music a Curt Ramm e lo stesso immediatamente esegue. Bruce che pur di non far finire Sweet Soul Music prova a inventarsi le parole.

Bruce che alla fine di Wreck on the Highway chiama Roy, Max, Garry, Clarence e Steve a prendere l’ovazione del Garden: “These are the guys who recorded the record. And Phantom Danny Federici”. Nils che, dieci passi più dietro, è quello che applaude più convinto in tutta l’arena.

L’italiano che entrando al cesso mi guarda, agita il pugno e urla “sto per cagare al Garden!!!”.

Bruce con le maracas su I Wanna Marry You.

Il Garden che canta The River.

Miami Steve Van Zandt, l’unico essere umano cui dovrebbe essere concesso di fare i cori in una canzone di Springsteen.

I Can’t Help Falling in Love with You, così, dal nulla.

Il finale infinito di Higher and Higher la seconda sera, con Bruce che balla scatenato e sembra l’uomo più felice del mondo.

Bruce che non è l’uomo più felice del mondo, solo perché io lo sono più di lui a vederlo ballare a quel modo.

08.11.09 Madison Square Garden – New York
Wrecking Ball (*) – The Ties That Bind – Sherry Darling – Jackson Cage – Two Hearts – Independence Day – Hungry Heart – Out in the Street – Crush on You – You Can Look (But You Better Not Touch) – I Wanna Marry You – The River – Point Blank – Cadillac Ranch – I’m a Rocker (*) – Fade Away – Stolen Car – Ramrod – The Price You Pay – Drive All Night – Wreck on the Highway – Waitin’ on a Sunny Day -Atlantic City – Badlands – Born to Run – Seven Nights to Rock – Sweet Soul Music (*) – No Surrender – American Land (*) – Dancing in the Dark – Can’t Help Falling in Love – Higher and Higher
(*) con Curt Ramm

The Garden of Eden – Night One

Live, Working on a Dream Tour

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