“Parigi val bene una messa”

di Lorenzo Miami Semprini

4 Luglio

Il giorno del primo concerto ce la siamo presi con calma a Bercy siamo arrivati alle 17, c’era abbastanza caldo. Fila del pit (800 persone) già esaurita in mattinata. Nel pomeriggio ci siamo visti la mostra su Bob Dylan negli anni dal ’61 al ’66… con delle cose molto belle tra cui una Martin appartenuta a Woody Guthrie!

Hanno aperto i cancelli alle 18 circa e ci siamo sistemati di fronte al mixer, mentre potevamo bene arrivare alla transenna del pit. Il palco è più piccolo naturalmente, come negli Usa c’è la pedana alle spalle del pit dove salirà durante l’Apollo medley e in 10th avenue. E dove il 5 farà pure crowd surfing. Il caldo è abbastanza soffocante.

Nell’attesa salta la luce. Sale il giornalista francese che ha intervistato Bruce per l’uscita di Wrecking Ball a dire che potrebbe saltare anche durante il concerto e di mantenere la calma eventualmente (e occhio ai portafogli)… non accendono aria condizionata e viene fuori un caldo clamoroso.

E’ il 4 luglio e questo come avevamo sperato influenzerà la scaletta. Scaletta che parte identica a Milano…. se non fosse per l’intro a 2 fisarmoniche con la “Vie en rose”…. e Steve che entra ballando con Patti. Quindi un gran bell’inizio!

Da segnalare una E Streets Shuffle con intro coi fiati come su disco e con una coda lunghissima, ripresa dal pubblico… davvero bella… poi il primo colpo al cuore (sperato): Sandy. Avevo avuto la fortuna di ascoltarla nel 2008 ad Anversa… che dire… mandolino, glockenspiel, fisarmonica… bellissima quando dice “on this 4th of July” scatta un urlo di tutti… molti stranieri tra il pubblico, italiani in maggioranza, ma anche inglesi, americani, tedeschi, spagnoli, svedesi, olandesi… l’età media è più alta che in Italia.

Sul resto dello show, solidissimo, vi dico che Johnny 99 in versione rock/festaiola dopo averla vista nel 2009 e in questo tour la farei riposare un po’ (magari per Atlantic city), Darlington county (Me and Wayne on this 4th of July)… che non mi dà reazioni, però anticipati da una grande doppiettaBecause the night/Darkness.

Easy money è bella, voce distorta all’inizio ma non ha sicuramente la botta di Shackle and Drawn. Poi arriva Waiting on a Sunny Day, e la ragazzina che sale non so se apposta o no… canta in maniera delirante… Bruce quasi le toglie il microfono… The Promised Land stasera mi sembra stanca, sulle gambe, manca la botta del pubblico di San Siro… anche se in generale il pubblico di Bercy è stato ottimo entrambe le sere, silenzioso quando serve e caldo in altri momenti.

Bruce introduce Nils… dicendo che è stato il suo compleanno qualche giorno fa e a breve sarà il compleanno di Roy Bittan. L’Apollo Medley concede il primo “giro del pit” di Bruce… e ne approfittiamo per spingerci più avanti… bellissimo ma niente crowd surfing. Poi succede ciò che volevamo… va al piano… io penso a The promise… ma dice “Something special for this evening”… e parte Independence day… magia totale… uno dei pezzi più commoventi di sempre, in una esecuzione bellissima. Le emozioni vanno in subbuglio e per il resto del set non riesco a riprendermi. Da segnalare Land of Hope and Dreams in arrangiamento diverso con più soul e più fiati.

Bruce scende tra a gente con gatorade ed acqua… vedendo la gente stremata dal caldo. Lo farà per tutti i bis. We are alive è un gran pezzo, la sera dopo sarà uno degli highlights… poi bis regolare Born in the Usa con i bassi che sparano… Born to Run, Bobby Jean, Dancing in the dark dove balla con la madre di un fan, 10th Avenue con un’altro giro del pit… Bruce che urla “fatiguè!”…. e attacca (azzeccatissima) American Land per chiudere. Cosa particolare nei saluti finali ad un certo punto dice “Max Weinberg!”

4 Luglio

Mattina passata a camminare visitando Parigi che è sempre più bella. Arriviamo alle 15 a Bercy. La fila del pit è esaurita da tempo, nutrita presenza italica. Ci mettiamo in coda… alle 17 inizia a piovere per fortuna siamo riparati un po’ dagli alberi. Aprono alle 18. Nel frattempo a quelli in fila davanti a noi hanno dato circa altri 200 ingressi al pit. Entriamo e all’ingresso c’è il capo security (G. Quinn) che distribuisce ancora bracciali del pit e con grande felicità non respingiamo la gentile offerta: insomma siamo nel pit.

A pochi metri da noi si sistemano nella tribunetta vip Adele Zirilli accolta da una ovazione, Pamela Springsteen e la madre di Patti. Adele è uno spettacolo, saluta tutti, fa gli inchini, starà in piedi quasi tutto il concerto. Bruce le dedicherà We Are Alive con delle parole bellissime (sembrava un intro del ’78 o del ’81), insomma uno spettacolo nello spettacolo. Inoltre verso le 19 Bruce è venuto in transenna a salutare un ragazzino piccolo e sta lì per un paio di minuti e ce lo vediamo a pochissimi metri. Buon segno, l’umore è buono.

Il concerto del 5 luglio per me entra nei concerti di primissima fascia di Bruce che ho visto: insieme a Bologna 2002, San Siro 2003, al MSG del 2000, allo Shea stadium del 2003, Anversa 2008, San Siro 2012 ecc.

Eravamo dubbiosi su una serata due dove ci potevamo beccare… chessò Lonesome Day e Working on The Highway ed il resto standard su uno show ormai giustamente calibrato su un set solido e ben fatto. Comunque il concerto inizia con un’ora di ritardo alle 21 spaccate.

Intro di batteria… sembra We Take Care… invece bam! Ties That Bind… il pit esplode… davvero bel pezzo per iniziare… ovazione al solo di sax. A Bercy il pubblico è anche dietro il palco. Livello di entusiasmo altissimo. Così che non si sa come, finisce, si gira e chiama al volo No Surrender…. bene due pezzi su due “nuovi” rispetto a ieri. Finisce e con ampi gesti: 2 con le dita e cuore… Two Hearts! Era un bel po’ che non la sentivo… grande Stevie come al solito… finisce il pezzo e sbuca in tribunetta un gruppo di persone che con una lettera a testa formano la scritta Downbound Train!!!

Grandissima… l’ho beccata due volte in questo tour quando prima non l’avevo mai ascoltata…stupenda… con Stevie che fa dei fraseggi nella coda finale davvero belli, Nils alla dodici corde e quel suono “haunting” delle tastiere. Che inizio! Ok sarà finita qua ci diciamo… ma no! Arriva una doppietta da K.O. alla prima ripresa Candy’s room/Something in the night.

Stasera ha il ghigno di volerci fare molto male e lo farà…. Io non so cosa sia scattato… forse la reazione del pubblico a Ties That Bind… forse il palazzetto che rendo la cosa più intima dello stadio… la cosa bella era vedere la E Street Band a fine pezzo avvicinarsi e cercare di intuire cosa sarebbe successo. Poi Something in the night che pezzo… davvero devastante, con la memoria mi ha rimandato a Bologna 2002.

Arrivano We Take Care, Wrecking Ball e Death to My Hometown per rimetterci in sesto… l’espressione della gente nel pit è straordinaria… il miglior inizio possibile. Sei pezzi nuovi su sei e che pezzi!

My City of Ruins è sempre bella con qualche parola in francese, Patti canta “people get ready” e stasera Bruce si ricorda pure di presentare Soozie Tyrell che la sera prima aveva dimenticato!

Spirit in The Night: grande versione. Il momento migliore è nella parte lenta dove Jake fa dei licks al sax camminando lentamente con Bruce… momento impagabile e molto bello dove all’inizio mi ha ricordato la scenetta degli orsi dell’85 su Growin Up. Finisce il pezzo, Bruce riprende la chitarra… prova qualcosa e sembra che sia E Street Shuffle… alchè si gira verso Nils e gli dice qualcosa, si gira verso Roy e… Incident!!!

Nils fa il riff iniziale… cosa dire… estasi totale… solo di Bruce alla fine bellissimo e leggermente impreciso ad un certo punto (3-4 note)… magia che si chiude mischiandosi direttamente a Because the Night che stasera spacca di brutto con Nils in gran forma.

Ma come detto ci vuol fare male: She’s the One, che stasera in questo punto ci sta alla grande, ottima, gran solo di sax e finalone all’armonica. Riprendiamoci fiato con Working on the Highway… ne approfitto per fare qualche foto… vedo Adele in piedi… siamo a metà concerto 15 canzoni di cui 9 NON suonate ieri sera.

Ma sì facciamo 10: arriva chitarra con capotasto al terzo… secondo me pronta per Johnny 99… Bruce lancia via il capotasto e parte I’m Going Downche non avevo mai sentito e che è pura festa. Vedo Bruce con una carica davvero particolare e devastante… ci rendiamo conto che stiamo assistendo ad un concerto spettacolare. L’intimità dell’arena rispetto allo stadio fa rendere tutto al meglio ed anche per chi suona secondo me è qualcosa di diverso e di migliore.

Microfono nel palchetto davanti per Easy Money… Bruce ci canta dentro ma non funziona… Stevie ride di brutto, la versione di stasera è migliore di quella del 4 luglio. Waiting on a Sunny Day è la solita con in più la scivolata all’unisono con la ragazzina che è salita… buio arriva Apollo Medley… giro del pit e crowd surfing! In quel momento capisci due cose: il pubblico ormai è completamente rapito, è nelle sue mani, e che la fiducia è cosa reciproca tra artista e pubblico.

Invece di cavalcare l’onda cosa fa? Va al piano e suona FOR YOU!!! E’ lì di fronte a noi… silenzio quasi di tomba… questi sono momenti rari… che in uno stadio difficilmente accadono (fortuna The Promise a S. Siro).

Ci aspettiamo The River anche se in realtà speriamo in Racing in the Street. Esce Kevin con la Telecaster in una mano e l’armonica nell’altra… sembra che prenda l’armonica… Stevie ha già la dodici corde… invece è Telecaster e partono di20120705-SetlistPrinted.jpgeci magici minuti di Racing in the Street. Il pezzo lo conoscete… questa volta la coda è extra e forse è la parte più bella della canzone, il pianoforte fa delle cose indescrivibili e in quel momenti ti rendi conto della fortuna di essere un suo fan anziché di Sting per esempio.

The Rising, Out in the street e Land of Hope and Dreams come la sera prima servono per attutire il colpo.

L’inizio dei bis è bellissimo con la presentazione della famiglia in tribuna ed il racconto di loro da piccoli nei cimiteri, We Are Alive rimane uno degli highlights del tour. Peccato che entrambe le sere Rocky Ground resti fuori…

Thunder Road… evvia facci anche questa… che dire? Born to Run a luci accese. Glory Days perfetta con gag con Stevie… 7 Nights to Rock devastante. Mi ha ricordato quasi la prima versione a Parigi nel 2003. Stevie lancia la spugna per errore tra il pubblico e fa ridere tutti, davvero super.

Dancing in the Dark, dove balla con la figlia Jessica, e 10th Avenue chiudono un concerto spettacolare… e sono passate 3h e 40m. In realtà vista la serata ci aspettavamo una extra song ma sarebbe stato chiedere davvero troppo.

La metro quasi ci lascia a piedi… salutiamo tutti di corsa ed in fretta (purtroppo)… arriviamo fino a Chatelet poi quando stiamo per cambiare ci dicono che non ci sono più treni. Ci incamminiamo verso il quartiere latino per una passeggiata di 20 minuti circa. Ci fermiamo a mangiare il gyros greco e a bere qualcosa. Andiamo a dormire che sono quasi le 3.

Che figata di notte. E che concerto.

Paris2012.png

 

Wrecking Ball Tour

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