Era Luglio 2009: “Faith will be rewarded”

di Laura Bianchi.

Adrenalina – Effetti:
* Aumento del consumo di ossigeno
* Diminuzione della fatica nelle parti periferiche del corpo
* Aumento del rendimento metabolico
* Aumento del consumo di sostanze nutritive
* Dilatazione delle pupille
* Aumento della frequenza cardiaca
* Vasocostrizione a livello cutaneo
* Aumento della pressione arteriosa
* Incremento delle capacità muscolari

E’ proprio così.

Adrenalina è decidere di partire alle sette meno venti da Como, direzione Torino, solo sulla base vaga di una telefonata che dice che ci sono ancora biglietti, e che costano meno.

E’ puntare verso ovest, che, come dicono in “Into the wild”, è la direzione della scoperta e del viaggio.

E’ vivere la modestissima autostrada MI-TO come un mito, la madre che si carica i figli e li porta alla scoperta del mondo.

E’ arrivare proprio davanti all’Olimpico, posteggiare lì davanti, alla disperata, mentre lo stadio esplode e sembra lievitare, o forse levitare, in un boato che significa esattamente e solo una cosa: che il rito sta iniziando.

E’ vagare fra bancarelle e bagarini disperati, che nonostante tutto vogliono fregarti, e hanno lo sguardo allucinato del giocatore d’azzardo.

E’ incontrare, d’improvviso, la dea bendata, materializzatasi in un distinto signore della questura, che esibendo il tesserino dice “signora, vuole due biglietti omaggio? l’accompagno io…”, e ci accompagna, e dice “questa signora deve entrare, ha anche una piccola, la faccia passare”, e si dilegua.

E’ fare il conto alla rovescia volando per le scale, e trovarsi in tribuna prima ancora di realizzare che sì, è vero, faith will be rewarded.

E’ vedere un sessantenne con le energie di un ventenne energico, che si regala agli altri senza risparmio, e usa la chitarra per scavare nei cuori, e la voce per incidere nella memoria, e corre verso chi non aspetta altro, sapendo di ricevere in cambio molto più di quello che dà.

E’ non sentire più fatica, caldo, ansia. E’ non avere più pensieri, e seguire unicamente il ritmo del cuore, ringraziando di avere i sensi perfettamente funzionanti soprattutto la vista e l’udito.

E’ non riuscire ad avere una visione totale della realtà: recepire gli stimoli uno a uno: le tessere del mosaico avranno tempo per ricomporsi più tardi. Ora non c’è tempo, ora è il tempo di vivere, e vedere la realtà a pezzi: la gente che balla ovunque, il prato che diventa rosa di braccia levate al cielo, il maxischermo che rimanda volti conosciuti e sconosciuti, le espressioni di Littlesteven, di Max, di Nils, di Bruce, i cartelli con le richieste, le telefonate a persone speciali lontane, il sax di Clarence, lo stadio preso da dietro le spalle di Bruce, gli accendini su ‘Drive all night’, ma soprattutto le mani dei miei figli che si agitano insieme alle mie, per una volta, finalmente.

Adrenalina è sentirsi pieni e vuoti insieme, quando le luci si spengono in un ultimo abbraccio, quando la strada verso casa sembra accorciarsi, accompagnata da commenti, messaggi, chiacchiere.

E’ sorridere quando Giovanna, prima di crollare sul sedile, chiede: “Adesso andiamo a Udine?”. E sapere che no, non andremo a Udine. Ma che questa adrenalina resterà sgocciolando dentro di noi per giorni, facendoci, nel passo del tempo, un gran bene.

Working on a Dream Tour

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